Longitudine: il metodo del cane ferito
Nel diciottesimo secolo il problema della misura della longitudine era vissuto come oggi puo’ essere vissuta la ricerca di una cura per il cancro o per l’aids. Navi cariche di migliaia uomini e di ricchezze incalcolabili andavano a scogli perche’ non erano in grado di conoscere la loro posizione sulla terra.
Tra le tante teorie sbocciate all’epoca vi segnalo quella del “cane ferito”
In quel periodo venne inventato un medicamento portentoso, la polvere simpatica, che cicatrizzava le ferite a distanza, bastava cospargere di tale polvere una benda che aveva avvolto la ferita… l’operazione era dolorosissima…
Per risolvere il problema della misura della longitudine si penso’ quindi di portare a bordo un cane ferito. A mezzogiorno una persona a terra cospargeva con la polvere simpatica delle bende che in precedenza ne avevano avvolto le ferite. Il cane in quel momento avrebbe guaito per il dolore segnalando all’equipaggio che a Londra era, appunto, mezzogiorno.
Naturalmente il cane doveva rimanere ferito e quindi veniva torturato per tutto il viaggio.
Le navi, ovviamente, continuavano ad andare a scogli.
Questo piccolo raccontino vale come recensione, che non sarei all’altezza di fare. Se almeno un po’ e’ riuscito a solleticare la vostra curiosità regalatevi il libro…
“Longitudine”
di Dava Sobel
Rizzoli, 160 pagine, 7 Euro
A me e’ piaciuto parecchio