Trimarano Corsaire Marine F24 |
Di Ugo Marinelli
Uscito dal cantiere della Corsaire Marine nel 1993, sono ben 15 gli anni compiuti dal mio barchino. Ancora oggi mi guardano un po’ ovunque come un marziano, come se fossi uscito da un film di fantascienza. Eppure stiamo parlando di un progetto del 1987!
Riflettiamo: che barche a vela si costruivano / progettavano a fine anni 80? Non mi viene in mente niente. Guardo su internet e trovo il Janneau Sun Fizz. L’IMS deve ancora arrivare. Siamo ancora nel pieno marasma IOR anche se ne annusa la sua fine. Si, 15 anni fa era davvero un progetto innovativo, da fantascienza. Ma oggi?
Possibile che la nautica sia ancora fossilizzata a considerare i multiscafi come “macchine da guerra” per regate e non come valida alternativa alla crociera? E si che stiamo parlando di un trimarano da crociera!!!!
Veniamo alla descrizione di questo fantastico oggetto.
Si tratta di un multiscafo, un trimarano per la precisione, di 24 piedi (7,2 m) ad ali richiudibili (vedremo in seguito i dettagli del sistema). Costruito dalla Corsaire Marine Statunitense (www.corsairmarine.com) su progetto di Ian Farrier www.f-boat.com allora in veste di socio. In seguito Farrier si allontanera’ dalla Corsaire Marine e disconoscerà le variazioni apportate ai suoi modelli dai suoi ex soci.
Il modello in mio possesso, l’F24 ,e’ il primo, ovvero cosi’ come progettato da Farrier (da cui la F del nome). In seguito nascera’ l’F24 Mark II dotato di albero alare rotante, deriva a baionetta (stile Laser per intenderci) mentre il mio ha la deriva pivotante (come un FJ o un 470) e timone completamente a poppa. Attualmente la Corsaire M. vede un 24 senza il prefisso F, con gli interni ridisegnati. Non sembra essere cambiato altro rispetto il modello MKII.
La larghezza in navigazione e’ di ben 5 metri e mezzo, mentre in porto se ne sta su 2,5m. E’ quindi perfettamente carrellabile rientrando dentro i fatidici 2,60m. Il sistema di apertura e chiusura e’ ben descritto dalla seguente figura animata:
Le ali una volta aperte, sono in posizione stabile, non tendono a richiudersi come succede ai multiscafi di tipo Dragonfly.
Comunque, per sicurezza e per dare rigidita’ a tutto il sistema, ci sono 4 bulloni (uno per ogni braccio) da avvitare. Tempo dell’operazione completa: 4 minuti.
La posizione ad ali chiuse in stazionamento e’ molto stabile. In tanti anni solo una volta, durante una burrasca da paura ebbi timore che si potesse rovesciare, per precauzione riempii lo scafetto di sopravento con una cinquantina di litri d’acqua. Onestamente non so se fu utile, probabilmente non sarebbe successo nulla anche senza il mio intervento. Non si e’ piu’ ripetuta una necessita’ simile.
All’interno sono previsti 3+1 posti letto. 2 sono sulla cuccetta di prua , uno sulla seduta di dritta ed il 4° si realizza chiudendo il quadrato con dei pannello in composito che allargano la cuccetta di dritta. In realta’ Ian Farrier o e’ un mattacchione oppure uno molto, molto smilzo. Diciamo che ci si sta un 2 stretti a prua + uno a dritta e basta. A sinistra c’e’ il quadretto strumenti, un lavello, un gavoncino ed un ottimo e abbondate piano d’appoggio, buono anche per carteggiare.
Comincio subito dai difetti, cosi’ i detrattori irriducibili hanno il destro per poter dire “ah, ma questo difetto e’ penalizzante rispetto a qualsiasi pregio” e ci togliamo il dente.
- Il difetto maggiore e’ la deriva. E’ piazzata leggermente di lato per non togliere spazio in cabina (quindi la barca rende peggio su un bordo). Cosi’ com’e’ installata e’ di difficile manutenzione e, se non si inventano artifici, la scassa che la contiene rimane aperta sotto a deriva abbassata.
- Difetto veniale per chi non si ostina a navigare in 30 cm di acqua e’ la tipologia del timone. Esso infatti si alza per navigare in acqua bassa, ma quando e’ alzato NON gira!
- Bisogna chiudere le ali per entrare nel posto barca ed aprirle per navigare.
- Abitabilita’ in cabina limitata, ma non inferiore a quella di barche monoscafo della stessa lunghezza contemporanee.
- Non sbanda. Per chi ama la moto ed i monoscafi perche’ sbandano, i tri e’ un mezzo inadeguato.
Tutto qui? E i difetti classici dei multiscafi? Ce li nascondi? Direte voi.
Assolutamente no. Semplicemente non li ha. Non e’ una mia presa di posizione acritica, bensi’ una posizione ponderata e verificabile.
Il difetto classico dei multiscafi e’ che la barca si pianta le vento in virata. Comportamento tipico dei catamarani senza derive (Hobie). Questo non ha il problema, avendo la sua brava deriva gira in pochissimo spazio. Certo stiamo parlando di un barchino di 1000 kg, ha poca inerzia, quindi e’ facile fargli perdere l’abbrivo. Ma questo e’ un problema di manico e non di barca.
Il difetto dell’ingombro in porto non c’e’ perche’ e’ ad ali chiudibili. Quindi pago per un posto barca come se fossi un monoscafo.
Altro difetto tipico di multiscafi e’ che non bolinano. Onestamente devo dire che appena comperato (era usato) non bolinava proprio. Mi ci ero preso un “passione” finche’ non ho cambiato le vele …
E’ si, perche’ le vele sono fondamentali su barche di questo tipo. Pensate al taglio delle vele delle barche IOR di fine ani 80 e delle vele attuali sempre per monoscafi.
I tagli delle vele per i multiscafi hanno fatto passi ancor piu’ giganti. Square top, profili molto piatti, aspect ratio piu’ elevato. Tutto questo si traduce in molti gradi di guadagno al vento e quindi tantissime miglia in meno. Continuo a stringere (poco) meno di un monoscafo, ma viaggio 2-3 anche 4 nodi di piu’. Alla fine si traduce in una VMG migliore. E comunque, pur non essendo io un timoniere eccellente, la mia battaglia e’ sempre contro barche piu’ lunghe di 2-3 metri. I barchini lunghi 7 metri come me, manco li vedo.
Infine una vera scocciatura: finche’ non si capisce come funziona l’accrocco, in regata si arriva sempre ultimi o tra gli ultimi. Appena si impara a farlo andare si naviga sempre tra i primi, tra i cosiddetti “mostri sacri”. I giudici di regata se ne rendono conto e cominciano a scrivere sui bandi: Regata riservata ai monoscafi
(foto tratta dal sito della Corsare Marine)
Veniamo ai pregi:
- Enorme spazio vivibile in coperta. Le due reti laterali sono perfettamente calpestabili, fornendo una gran quantita’ di metri quadrati impensabili anche su monoscafi molto grandi.
- Non sbanda. Quindi non si rovescia tutto in terra ogni volta che si cambia di bordo. Ogni volta che ho ospiti velisti, ho il mio daffare a convincerli che possono lasciare le loro cose sulla cuccetta o sul ripiano di sinistra.
- Velocita’ emozionanti. Se di bolina guadagno o non perdo molto rispetto a monoscafi di 2 metri piu’ lunghi, dalla mezza nave al lasco, lascio indietro anche barche oltre i 11 m. Vorrei ricordare che il mio tri e’ un tri nato per la CROCIERA. La versione regata enormemente piu’ performante, e’ l’F25C accreditato a viaggiare sino a 25 nodi senza che si disfi tutto (25 nodi di velocita’ non di vento!). La massima velocita’ da me raggiunta e’ stata di 16 nodi. Di bolina non e’ difficile viaggiare a 9-10 nodi.
- E’ incredibilmente poco bagnato.
- Boma a rullino. E’ di una comodita’ commovente sia per dare e togliere terzaroli, sia per riporre la randa a fine navigazione. Non ho parole per esprimermi meglio.
- Mia moglie non vuole piu’ saperne di salire su un monoscafo “perche’ sbanda”. Questo alcuni potrebbero ritenerlo un pregio essendo una scusa per lasciare a casa la moglie quando non la si vuole tra i piedi, ma a me scoccia.
Beh, per il momento non mi viene in mente altro. In caso provvedero’ con qualche “addendum” in futuro.
Non pensavo esistessero barchine così… chissà con certificato Orc che rating ha…
ne abbiamo avuto uno in gestione da un amico (mk II) al lago di como per 2 stagioni, ci siamo divertiti tantissimo…una vera piattaforma per ospitare amici con figli che lo usavano come “piano giochi”!!!! abbiamo fatto delle veleggiate fantastiche a più di 14 nodi…malgrado la ridotta larghezza del lago!!! in più essendo alla boa ci siamo risprmiati la chiusura degli amas….poi è stato venduto ad olandesi e mi sino comprato il firstino ( metà del budget necessario per il corsair 24) ora ci sono in costruzione il nuovo F 22 sempre di Farrier e presentano a La Rochelle il 10 settembre l’Astus 22.1 http://www.astusboats.com buon vento
c’è poco da dire, se non che è una delle mie barche preferite in assoluto, insieme ai fratelli maggiori.
SOno il fortunato ed entusiasta possessore di un dragonfly 920 touring e concordo completamente con quanto espresso da Ugo Marinelli.Anch’io al momento dell’acquisto sono stato diciamo poco capito. Il dragonfly differisce dal corsair per quanto riguarda la deriva a baionetta, l’albero non alare, le “mani sono a circuito chiuso e quindi si prendono dal pozzetto, è carrellabile, Come sottolineato si vira senza bisogno di tenere il fiocco a collo, si puo “spiaggiare”, si raggiungono velocità entusiasmanti in tutta tranquillità. Aggiungerei una caratteristica per me molto importante : è una imbarcazione concepita per navigare con equipaggio ridotto e anche da soli come avviene nel mio caso per la maggior parte delle uscite .
Condivido pienamente quando descritto da Ugo tranne per la deriva che inficia le prestazioni di bolina su un bordo rispetto all’altro: ritengo sia impercettibile; puo’ influire di piu’ uno sbilanciamento dell’albero su un lato!
L’ F24 e’ una “barchetta” che le suona a barche molto piu’ grandi, soprattutto nelle andature portanti dove il minor peso e la possibilita’ di alzare gennaker enormi, la rende invincibile.
ciao volevo sapere il costo della trimarano ciao
un diffetto l’ho riscontrato,non c’è un servizio igienico! e non si parla di alloggi interni
è possibile sapere il prezzo di acquisto ed a chi rivolgersi per farlo?