Fa un freddo becco in Svizzera

Lake of Neuchâtel in Switzerland

La fonte è di nuovo Sailing Anarchy, la location il lago di Neuchâtel in Svizzera, dove sembra il vento abbia soffiato a 130 kmh e la temperatura fosse -3 (che non è poi tanto bassa)

Qui altre foto: prima, durante e dopo.

Grazie a Piero per la segnalazione.

Sequestrata Boobies - La barca di Calisto Tanzi

boobies - barca calisto tanzi

Cito:

A finire nella rete dei finanzieri è ora un altro dei pezzi pregiati del patrimonio dell’ex patron di Collecchio. Stavolta un’imbarcazione: “Boobies”, un motoryacht di 16 metri, costruito da un rinomato cantiere ligure e rinvenuto nell’hinterland spezzino, dagli uomini della Sezione Operativa Navale della Finanza di La Spezia.

Onestamente… se il “motoryacht” di ingente valore è quello… secondo me più che farci dei soldi per risarcire dovranno rimettercene per smaltirla.

(ma chiamandola bOObies cosa avrà voluto intendere???)

Danni per Bora del 10 Marzo 2010

farr 80 invaso

Secondo Sailing Anarchy è un Farr 80 andato giù dall’invaso dalle parti di Trieste a causa della Bora di ieri. (le “tacche” di sinistra si sono infilate nello scafo)

Qui invece alcuni danni prodotti in Grecia www.patraslive.gr

Da quanto mi sembra di capire leggendo il Forum Amici della vela parecchi danni li ha fatti anche a Monfalcone. Suppiava oltre i 100 nodi ieri.

(Grazie a JoeRed per la segnalazione)

Storie di Gatti e navigazioni

Cristoforo Colombo volle su ognuna delle 3 Caravelle due gatti, maschio e femmina, che moltiplicandosi avrebbero difeso cambusa e merci.

Inoltre, ai capitoli 65 e 66 dell’antico testo di leggi del “Consolato del Mare” (tradizione giuridico marittima del Mediterraneo, in uso sin dal XIV sec.) stava scritto che ogni Comandante di Bordo aveva il “dovere di procurarsi gatti”, affinché i topi non danneggiassero il carico.

Veniva anche precisato che, se i roditori avessero guastato la merce “prima” che il Comandante si fosse procurato i gatti e mentre la nave era ancora in porto, non doveva pagare i danni: ma se il “sinistro” fosse avvenuto in navigazione e si fosse provato che i gatti non erano stati imbarcati, allora il Comandante non solo doveva risarcire personalmente tutto il carico rovinato, ma anche finir sotto processo per gravissima “Colpa Nautica”.

Una volta a bordo, e di solito in gran numero, i gatti venivano affidati alla responsabilità di un nostromo in seconda detto “u penéise”, il pennese, il quale oltre la responsabilità di cime, nodi e vele, aveva quella di star dietro – a rischio licenziamento - alle gnaolanti e unghiute creature, solitamente molto poco amanti dall’acqua in genere.

Doveva tenerli calmi in caso di tempesta ed evitare che cadessero in mare; badare che avessero sempre la loro razione di cibo, premiarli ogni volta che prendevano un topo, occuparsi della loro salute, difenderli dagli scherzi dell’equipaggio e soprattutto, ogni volta che si arrivava ad un porto, radunarli e chiuderli in un posto sicuro all’interno del bastimento onde evitare che scappassero, rifugiandosi sulla terra ferma.

E ammettiamolo, doveva essere un vero spettacolo vedere il pennese, prima di ogni attracco, lanciarsi all’inseguimento di una ciurma di gatti che velocissimi s’infilavano nei pertugi della coffa, si nascondevano sotto pile di cime o s’arrampicavano sino in cima agli alberi del veliero.

Il post completo su www.placidasignora.com (che ringrazio per la gentile concessione)

©Mitì Vigliero

Fotografie - Lugano - 11.03.2010

Lugano, 11.03.2010

Grazie a bloggo per avermi dato il permesso di usarla.

Pambianchi (Assonautica) - i porti come Cittadelle della nautica

Porto San Rocco - Muggia - Trieste

Io è da mò che vado dicendo che il mio porto preferito in assoluto (tra quelli che ho visitato fino ad oggi) è Porto San Rocco a Muggia. Non è troppo piccolo ma neanche mastodontico da dover prendere l’autobus per andare in bagno, garantisce la privacy e la sicurezza dei diportisti ma è “vivibile” anche da tutta quella parte di popolazione che non possiede una barca (o che magari la possiede ma non nello stesso porto) e che desidera farsi due passi o bere un caffè in un posto, volendo, suggestivo.

Ora leggo su ItaliaVela che Pambianchi (Assonautica) dichiara: i porti come “Cittadelle della nautica”

Le nuove infrastrutture portuali che stanno vedendo la luce devono diventare delle vere e proprie cittadelle della nautica, perché oggi più che mai la frontiera di questo settore è rappresentata dal turismo nautico”.

E’ quanto ha dichiarato il presidente di Assonautica Romana, Cesare Pambianchi, nel corso del convegno “Turismo nautico: opportunità di sviluppo e nuove professionalità”, nell’ambito del Big Blu presso la Nuova Fiera di Roma lo scorso 27 febbraio.

“Per cittadelle della nautica - spiega Pambianchi - intendo delle strutture complete in grado di anticipare i bisogni dei turisti, costituite da aree sportive, spazi dedicati allo shopping, ristoranti e quant’altro sia fattore di attrazione. In una concezione moderna ed innovativa infatti il porto non va più inteso unicamente come offerta di servizi di base ma come struttura polifunzionale, in grado di offrire un prodotto commerciale e turistico di alto livello”.

“Per realizzare tutto questo e stare al passo con altri paesi competitors del Mediterraneo - aggiunge il presidente di Assonautica Romana - sono convinto che oggi sia indispensabile innalzare il livello qualitativo e quantitativo della formazione professionale. Dal direttore del porto, allo skipper manager, dall’addetto all’accoglienza alle hostess da diporto fino ad arrivare a figure innovative del settore come il valutatore degli eventi marittimi o il pianificatore delle risorse finanziarie: ebbene tutti coloro che operano a diverso titolo all’interno del sistema portuale devono passare

necessariamente per specifici corsi di formazione e aggiornamento, soprattutto oggi che il ventaglio dei profili professionali si va sempre più allargando”.

“Purtroppo - conclude Pambianchi - la legislazione che regola il settore è ancora arretrata e per questo il sistema di utilizzo dei porti è inadeguato, con grave danno per il turismo nautico: si pensi che solo il 10% dei posti barca è riservato agli ormeggi di transito. Una carenza dunque che va sanata (ndr. e spesso se ne fegano anche di quel 10%).

A ben guardare avviene nei porti ciò che avviene nelle nostre città: un proliferare di box e parcheggi stanziali a discapito di un numero ridotto di parcheggi a rotazione. Insomma è arrivato il momento di mettere a sistema il rapporto mare - territorio, condicio sine qua non perché i turisti del mare scendano a terra e visitino le bellezze naturali e culturali di cui il nostro territorio è ricco”.

Via www.italiavela.it

Louis Vuitton Trophy Auckland - Day 3

 

Louis Vuitton Trophy Auckland - Day 3

Mascalzone Latino vince la sua prima regata battendo Aleph, All4One ferma la corsa di Azzurra. Giornata di vento forte.

C’era vento forte nel Waitemata Harbour per il terzo giorno di regata del Louis Vuitton Trophy, poche nuvole veloci, sole intenso. Condizioni che piacciono ai velisti del posto, infatti sono usciti in tanti con le loro barche per godere lo spettacolo di grande vela.

Le due barche italiane avevano impegni importanti. Per Azzurra, in regata nella seconda prova del giorno c’era da dimostrare che l’equipaggio considerato fortissimo con le brezze leggere del Mediterraneo era in grado di interpretare anche una giornata difficile. Purtroppo il team franco tedesco All4One è riuscito a interrompere la serie positiva di Francesco Bruni e del suo equipaggio somministrandogli la prima sconfitta con un distacco di 46”.

Nella terza regata del giorno è andata meglio a Mascalzone Latino Audi Team che segna sul tabellone la sua prima vittoria ai danni di Aleph, il team francese condotto da Bertrand Pace. Per il team italiano è anche la prima affermazione come Challenger of Record. Gavin Brady ha mostrato subito di essere in una delle sue giornate buone, maltrattando l’avversario fin dal box di partenza con scelte precise. Brady e il tattico Larson hanno navigato a sinistra conquistando tutti i vantaggi di piccoli salti e spingendo l’avversario oltre la lay line in prossimità della boa di bolina. La regata si chiude lì, senza che i francesi riescano a reagire e tornare vicini all’avversario. Per Mascalzone, dopo le prime due regate dominate dall’incertezza, è un punto importante.

Nella prima regata della giornata Emirates Team New Zealand ha battuto Team Origin. Dopo una rincorsa serrata gli inglesi al momento di ammainare il gennaker fanno una gran confusione. Ben Ainslie dirà dopo l’arrivo “abbiamo cercato di cambiare programma, ma la prua non era pronta. Lo abbiamo pagato”. Con il tangone rotto e altri danni a bordo gli inglesi sono fuori gioco e i kiwi restano a pieni punti con tre vittorie.

Nella quarta regata di Artemis controlla fin dall’inizio molto bene Synergy che prende anche una penalità. Le due barche partono appaiate vicino alla boa ma Artemis si avvantaggia subito sulla sinistra. Per gli avversari ci sono poche speranze di ribaltare il risultato.

Nel quarto giorno del Round Robin si incontraranno Emirates Team New Zealand con All4One, Aleph con Team Origin, Artemis con Azzurra, Mascalzone Latino Audi Team con Synergy.

La cronaca completa su www.louisvuittontrophy.com

Fotografie - Central & South American Laser Championships

La regata è il Central & South American Laser Radial, Standard & Laser 4.7 Championships. Il fotografo è il sempre bravissimo Matias Capizzano

Central & South American Laser Radial, Standard & Laser 4.7 Championships

Altre foto dopo il salto Continua - »

Volvo ocean race 2011-2012 - Galway si aggiudica l’atto finale

Volvo ocean race 2011 -2012

Alicante, Spagna – 10 marzo 2010 - Dopo l’enorme successo come sede di arrivo della tappa transatlantica della Volvo Ocean Race 2008-09, la località irlandese di Galway ritornerà protagonista nell’edizione 2011-12, quando la flotta navigherà da Lorient, in Francia, alla costa occidentale dell’isola verde.

Galway, che è molto opportunamente gemellata con Lorient, ha combattuto una lotta intensa contro gli altri porti candidati per riaggiudicarsi uno stopover nella Volvo Ocean Race 2011-12, che si concluderà proprio nel “cuore pulsante” dell’Irlanda e dove avrà luogo anche la cerimonia finale di premiazione.

Il Taoiseach, così è chiamato il primo ministro irlandese, Brian Cowen ha dichiarato:

“La tappa del 2009 a Galway ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei velisti, dei team, degli organizzatori e dei media, che hanno potuto godere del calore dell’ospitalità irlandese.”

“La loro presenza, parallelamente, ha avuto un incredibile effetto positivo su Galway, su tutta la regione e sull’intero paese. L’arrivo della flotta è stato spettacolare e la sua visita ha aiutato a generare un ritorno economico enorme per l’economia della regione, pari a ben 55 milioni di Euro, e maggiore di oltre un terzo rispetto alle previsioni originali.”

“Per l’impatto economico positivo e la rilevanza per il settore turistico nazionale, sono più che felice di salutare il ritorno della Volvo Ocean Race sulla nostra isola e di dare tutto il nostro supporto all’evento.”

Lo stopover di Galway nel maggio 2009 ha alimentato l’entusiasmo popolare come mai prima e sono stati oltre 600.000 coloro che hanno visitato il villaggio, con una punta di ben 62.000 persone nel solo giorno della in-port race. La località balneare di Salthill ha richiamato altri 120.000 spettatori venuti a seguire la regata dalla costa.

La barca portacolori di Galway, il team Green Dragon, ha rappresentato la seconda partecipazione irlandese all’evento, dopo quella di NCB Ireland nel 1989-90. Lo skipper, la doppia medaglia olimpica Ian Walker ha guidato il team fino alla quinta posizione nella classifica generale ed è salito sul terzo gradino del podio proprio nella tappa di Galway, per la felicità dell’enorme folla venuta a salutarlo.

“L’interesse a ospitare la Volvo Ocean Race, in particolar modo in Europa, è stato incredibile,” ha detto il CEO della Volvo Ocean Race, Knut Frostad, in occasione della presentazione dell’ultimo porto europeo. “Sono molto orgoglioso di confermare la partecipazione irlandese e sono certo che Galway sarà un luogo ideale per accogliere la scena finale dell’evento. Abbiamo già potuto provare con mano il fortissimo entusiasmo irlandese per la regata e non vediamo l’ora di concludere la competizione in un paese che sa bene come celebrare.” Ha detto.

Con questo annuncio si completa la lista delle città europee che ospiteranno una tappa del giro del mondo, le prossime località verranno presentate nel corso del mese di marzo.

www.volvooceanrace.org

DesTopNews N°10-2010

Welcome for your DesTopNews N°10 - Week commencing March 8 -
• Groupama 3 has been losing a lot of ground against the Jules Verne’s Trophy record since rounding Cap Horn.
• 70 skippers from seven countries competed in the OK Worlds held last month in Wellington New Zealand.
• A premier new sailing event has been launched in Milan last week. The Nespresso Cup will be gathering exclusively the Wally Class in Italy next spring.
• In the Omega Match Racing Regatta held in Auckland, Dean Barker and Ben Ainslie emerged from a World Class fleet to contest the final.
• Alexia Barrier has left Cap Town for Rio de Janeiro for the second leg of her ecological journey “4 My Planet”
• Over 2,500 sailors enjoyed spectacular sailing conditions for the 30th Annual St Marteen Heineken Regatta.

Via destremausailing.blogspot.com