
Che DS non mi sta per deck saloon ma per day sailor.
NAVAL ARCHITECT Judel / Vrolijk
Design R&J/Baltic Yachts
Dimensions and Weights
L.O.A. 13.00 m 42.65ft
D.W.L. 11.35 m 37.23 ft
BEAM 3.18 m 10.43 ft
DRAFT 2.1/3.2 m 6.9/10.5 ft
Lifting keel, stainless steel fin with lead bulb
DISPLACEMENT 5.000 kg 11.023 lb
BALLAST 1.900 kg 4.188 lb
IM 16.18 m 53.08 ft
J 4.85 m 15.91 ft
P 16.32 m 53.54 ft
E 5.24 m 17.19 ft
Carbon mast, no backstay or runners
FUEL appr 150 liters appr 39 gallons
WATER appr 200 liters appr 52 gallons
Construction
HULL & Deck Carbon Epoxy vacuum bagged sandwich laminates
INTERIOR All joinery is faced with veneer or laminated wood. The joinery is varnished throughout and the visible surfaces are hand-rubbed to obtain a satin type of surface.
Maggiori info su www.balticyachts.com

Emirates, the Dubai-based global airline, on Wednesday confirmed its continued support for New Zealand and the sport of sailing by renewing its successful partnership with Emirates Team New Zealand.
Following on from last week’s announcement that Emirates has become the first Worldwide Partner to sign up for Rugby World Cup 2011, the airline has also committed to backing Emirates Team New Zealand on the Mediterranean TP52 regatta circuit next year.
TP52s are pure racing platforms, high performance monohulls capable of racing in both buoy regattas and offshore races. They are 52ft long and race with a crew of 15.
continua su www.emiratesteamnz.com
Con una brezza sui 13-14 nodi l’equipaggio australiano di Optimum con al timone l’australiano Guy Stening si è aggiudicato il primo posto in classifica provvisoria dopo 3 prove.
Vincenzo Onorato con Adrian Stead alla tattica, Matteo Savelli e Andrea Ballico trimmer, Enrico Pucci alla randa, Tim Burnell navigatore e Marco Cornacchia a prua con una serie 3 - 10 - 1 è in seconda posizione.
Terzo dopo Mascalzone Latino, si è classificato Barking Mad (USA), vice Campione del Mondo M30 2007 a paripunti con Groovederci 706 (USA) di Deneen Demourkas.
Classifica dei primi 10 su 20 iscritti totali, un po’ pochini se consideriamo i 54 del solo Mondiale X-35.
1. Optimum - Guy Stening 1 1 3, 5.00
2. Masclazone Latino - Vincenzo Onorato 3 10 1, 14.00
3. Barking Mad - Jim Richardson 7 2 6, 15.00
4. Groovederci 706 - Deneen Demourkas 5 6 4, 15.00
5. Groovederci 35 - John Demourkas 14 5 2, 21.00
6. Mummy - Geoff Brown 2 9 10, 21.00
7. Just Plain - Nutz Norm & J. Cameron Dean 4 4 19, 27.00
8. Illusion - John Podmajersky 11 8 9, 28.00
9. Adrenalin - Jeff Maludy 12 3 14, 29.00
10. Team Bold - Nelson Stephenson 16 7 7, 30.00
classifiche complete del M30 world championship di Newport su www.m30worlds2008.com

Tra qualche giorno partirà la Volvo Ocean Race e gli organizzatori hanno ideato (non per primi) un gioco per poter partecipare da casa alla regata.
Si tratta di una proiezione virtuale della regata in cui si sarà virtualmente collocati sul campo di regata con le stesse condizioni meteo, gli stessi percorsi e le tattiche da decidere in base agli stessi dati dei concorrenti reali.
Io mi sono iscritto e per non concorrere contro una marea di sconosciuti faccio gruppo con blog.yachtandsail.it. Il gruppo si chiama, ovviamente, “Yacht and Sail Blog” vi basterà iscrivervi (è aggratiss), mandare un messaggio (o una mail a yachtandsail@blogo.it) con il nome della barca e verrete inseriti.
Marinai da tastiera unitevi, è giunto il momento di circumnavigare il mondo… a tappe che mica ci abbiamo fretta.

L’avevamo vista mettere in fila tutti i bravi maschietti alla prima tappa dell’ultima Mini e ci eravamo resi conto che la tipa ci aveva dei gran numeri, ora Isabelle Joschke li straccia tutti alla terza tappa della Cap Istanbul. Secondo me non ci metteremo molto a vederla su qualche bel grande Open.
La Notissia:
Al timone di Synergie, Isabelle Joschke ha passato la scorsa notte il traguardo di Agios Nikolaos a Creta, vincendo questa terza tappa della Cap Istanbul, 540 miglia tra Marzamemi in Sicilia e Aghios Nikolaos a Creta alla velocità media di 6,94 nodi. Questa vittoria in “notturna” ottenuta oltretutto in una notte stellata, ha scritto una nuova pagina della storia dell’altura in mediterraneo perchè Isabelle diviene la prima donna ad ottenere un simile successo, una vittoria di tappa nel circuito Figaro, un circuito nel quale si forgiano proprio i migliori talenti per questo tipo di competizioni. Da tener conto che Isabelle è un’esordiente, ovvero un bizuth per dirlo alla francese, in questa competizione e quindi questa sua vittoria assume un valore ancor maggiore. Ha navigato in maniera perfetta tra la Sicilia e Creta: inspirata, precisa, abile ha tenuto testa ad una flotta di marinai esperti ed allenati a questo tipo di battaglie ad armi uguali, con un’imbarcazione uguale per tutti. Al comando della flotta già 48 ore dopo la partenza, Isabelle non ha mai ceduto, nemmeno quando ha dovoto fare i conti con il passaggio di una forte depressione nello Ionio meridionale. In testa all’entrata del mar Egeo ha condotto la gara a termine senza sbavature e senza cedere terreno agli avversari nelle rimanenti 120 miglia lumgo la costa nord di Creta. “Non ho ancora realizzato completamente che ho vinto perchè è una cosa che non mi aspettavo proprio al mio primo anno di Figaro - ha dichiarato all’arrivo Isabelle - e ne sono estremamente filice. Ho incominciato a realizzare di avercela fatto solo quando sono arrivata ancora in testa ad Antitykhitira. Ho avuto la chance di avere abbastanza vento per poter conservare il mio vantaggio nella navigazione costiera di Creta ed allora non ho mangfiato e nemmono dormito: ho solo timonato per non perdere nemmeno un miglio. Comunque ora vado molto più veloce rispetto alla prima tappa e questo vale più di ogni strategia”
Questo l’ordine d’arrivo
1 ) Isabelle Joschke (Synergie) 3giorni 05h 37 min 40s
2) Thierry Chabagny (Suzki Automobiles) a 57′ 52”
3) Nicolas Bérenger ( Kone Elevators) a 1h07′ 15′
Via Italia Vela
Arriva la prima (e speriamo non l’ultima) segnalazione per l’iniziativa la miglior innovazione della storia in campo velico.
Per Davide trattasi dell’autopilota:
..indifferentemente a vento o elettrico, interfacciato o meno, non importa.. per me quel che conta è il sistema di autogoverno..
io interpreto la vela come l’altura per puro diletto, non mi importano le regate men che mai quelle costiere (sti “scemi” che fanno avanti ed indietro tra due boe… pussa via!), per me l’ideale è la vita di bordo, in navigazione, sul mare e sulle lunghe distanze, e quel che conta in quel contesto è solo il comune denominatore ai seguenti fattori: libertà d’azione e movimento (e di rilassamento), autonomia in tutte le circostanze (emergenza ma anche no), che si traducono insieme in extra in termini di sicurezza (di rotta per risparmiare qualche miglio, ma anche in senso più ampio pensando alla navigazione in solitario o anche quella in semplice equipaggio familiare non collaborante, che richiede anche più autonomia della navigazione in solitario.. e spirito di sopportazione, ovviamente)
E secondo te, qual è la miglior innovazione? dillo sul tuo blog e fammi un fischio.
Ho scritto per blog.yachtandsail.it una prima sommaria analisi della parte riguardante la patente nautica di tipo C (quella dedicata alle persone disabili) nel regolamento attuativo per il nuovo codice della nautica da diporto pubblicato in gazzetta ufficiale nei giorni scorsi. Essendo che il tema mi sembra piuttosto importante replico qui sul VelaBlog quanto ho scritto lì…
La aspettavamo da anni… una legge da paese civile ed evoluto che mettesse fine all’inacettabile discriminazione e consentisse anche alle persone disabili la possibilità di ottenere la patente nautica. Con l’approvazione del regolamento attuativo del nuovo codice della nautica da diporto finalmente questa legge è arrivata e ci ritroviamo davanti un articolino di poche righe che a leggerlo non sappiamo se ridere, piangere o spaccare qualcosa. Andiamo a leggerlo nella sua totalità:
Art. 27. Patenti di categoria C
1. Le patenti di categoria C abilitano alla direzione nautica di unita’ da diporto di lunghezza pari o inferiore a 24 metri, ove sia presente a bordo almeno un’altra persona in qualita’ di ospite di eta’ non inferiore ai 18 anni, idonea a svolgere le funzioni manuali necessarie per la conduzione del mezzo e la salvaguardia della vita umana in mare, sempre che l’unita’ sia munita di dispositivo elettronico in grado di consentire, in caso di caduta in mare, oltre all’individuazione della persona, la disattivazione del pilota automatico e l’arresto dei motori.
Ora mettetevi comodi, analizziamo punto per punto:
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